Brillìi di Luna: musica, versi e arte a lei dedicata
Chiesa Parrocchiale San Tomaso di Canterbury, Gaiarine | 21 agosto 2025
In una notte di luna e pace nel silenzio di Gaiarine ancora una volta la fondazione Efesto, nella orchestrale direzione di Matteo Gobbo Trioli, ci mostra come voci recitanti e musica possano armonicamente sposarsi con altre forme di arte.
È stato il caso dell’artista figurativo Alessandro Alemanno che ha dominato la scena per la serata intera con la creazione della tela dedicata al concetto di pace, la serenità cui l’umanità anela e che la luce indifferente della luna benedice passando nella storia di ognuno di noi e dei popoli tutti.
Le voci recitanti di Enrico Vanzella e Lorenzo Pradel sono state il firmamento in un cielo di musica e canto.
Il vìolino di Mattia Tonon e la viola di Giovanna Nespolo hanno accompagnato l’intera serata mentre la location scelta all’ultimo minuto, causa problemi meteorologici, ha offerto alle voci recitanti l’accompagnamento dell’organo suonato da Matteo Gobbo Trioli.
Uno scorrere impetuoso di parole nelle poesie di Leopardi, Merini, Dickinson e Saffo mentre, nonostante il caldo umido rendesse la recitazione complicata nel calore della sera, l’intera platea ha mantenuto partecipazione attiva ed attenzione allo svolgersi dello spettacolo.
Tra gli ospiti istituzionali Davide Giorgi, Presidente Comitato Italiano Paralimpico, Stefano Marcon, Presidente Provincia di Treviso e Sindaco di Castelfranco Veneto, Sonia Brescancin, Consigliere Regionale Veneto V Commissione, Paola Moro Sindaco Monastier di Treviso, Gianna Vidori, Vicesindaco Vidor, Poletto Andrea Vicesindaco di Fontanelle, Davide Bortolato Sindaco di Mogliano Veneto, e tra loro con grande desiderio di offrire la giusta ospitalità ha partecipato alla serata di improvvisazione il sindaco di Gaiarine, Diego Zanchetta, con la consorte.
Per la Fondazione Efesto con un occhio all’inclusione e alla partecipazione dei ragazzi disabili come attori in prima linea e come spettatori di eccellenza si aggiravano, alcune fin dall’entrata prima dello spettacolo e definite dalle t-shirt amaranto; un ringraziamento particolare a Lidia e Laurenzia, partecipanti attive, Laura dei genitori malattie rare, Carlo Zaja aiuto tecnico costante dalla polisportiva Terraglio e Carla Gagliardi, Fondatrice e Direttore scientifico Fondazione Efesto.
Ancora una volta l’umanesimo culturale ci ha dimostrato come qualsivoglia imprevisto “dove armonie, gesti e voci risvegliano il silenzio” assicuri alla rassegna Abbazie in Festival di offrire al sociale, anche in luoghi poco frequentati, un risveglio del desiderio di partecipazione attiva e di riflessione per un mondo globale in cui ci sentiamo travolti troppo spesso come attori passivi ed irrilevanti.
E vengano con gioia questi spazi di confronto e di apertura che hanno visto la Chiesa Parrocchiale San Tomaso di Canterbury, tutt’altro che anonima e accompagnata dalla presenza di Don Piero, colma di presenze e di persone, cittadini comuni che hanno accettato di superare i problemi di acustica per uno spettacolo pensato per il parco di Villa Cavarzerani e improvvisamente svoltosi tra le colonne imponenti di questa location.
Nella pavimentazione con la scritta J882 la storia dei luoghi ci travolge, da cappella della Pieve a curazia con prime attestazioni riconosciute dal 1400, l’edificio ci accoglie e in questo luogo solenne il canto ci ricorda la nostra storia e le conquiste di libertà dell’Italia durante e dopo le guerre mondiali, esempi per un futuro incerto travolto tra conflitti inspiegabili ed ingiustizie globali.